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Conosciuta durante il dominio pisano come Villa di Chiesa (in latino Villa Ecclesiae) divenne Iglesias (in sardo Iglesias) durante la dominazione degli Aragonesi nel XIV secolo, la città cominciò ad acquistare una certa importanza a partire dal XIII secolo sotto la dominazione Pisana, grazie ad un nuovo impulso nell'estrazione del carbone, della blenda (minerale di zinco) e della galena (minerale di piombo), nonché di modeste quantità d'argento. La famiglia pisana Della Gherardesca vi costruì un castello (conservatosi quasi intatto fino ad oggi) e finanziò la costruzione di diverse chiese, la prima delle quali fu, presumibilmente, quella di Nostra Signora di Valverde nel 1200; molte altre chiese sorsero negli anni a venire, tante da determinare il nome della città.
Iglesias conobbe alti e bassi nel corso della sua storia a causa dell'economia quasi esclusivamente legata alle risorse minerarie. I momenti di maggior splendore vanno ricercati durante le già citate dominazioni pisana e aragonese (testimonianza di ciò la presenza di una zecca propria nella quale venne coniata una moneta in mistura d'argento chiamata Alfonsino), durante il dominio sabaudo nella seconda meta del XVIII secolo, sul finire del XIX secolo (Quintino Sella sponsorizzò l'estrazione mineraria e si meritò gloria imperitura con un monumento nella piazza principale della città), e durante il Ventennio mussoliniano. Nel XXI secolo, finita per sempre la ricchezza mineraria (pochissime miniere continuano a sopravvivere), Iglesias cerca di convertirsi a città turistica per via delle attrazioni di epoca medievale. Diverse iniziative sono nate (corteo medievale, torneo dei balestrieri, partita degli scacchi viventi ecc..) e la città si sta rifacendo il trucco per assomigliare sempre di più a quella di settecento anni fa.
Il 12 ottobre 2005 a Iglesias, unitamente a Carbonia, è stata attribuita la qualifica di capoluogo della Provincia di Carbonia-Iglesias. |
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